Matilde Domestico

La condizione di spiazzamento è perfettamente raggiunta là dove s'incontrano una serie di colonne di simmetriche altezze, composte da tazze da caffè, tè, caffelatte, rigorosamente bianche, stagliate nettamente sul fondo verde della vegetazione del parco.

L'imprevedibile, fragile, ironica e tenera disposizione di materiale d'uso quotidiano che Matilde Domestico preleva dalla dimensione consueta per estraniarlo e connotarlo di altre significazioni, in questo caso, un Organo di tazze, rientra nel solco della Storia dell'Arte del Novecento, con l'elaborazione data dalle avanguardie storiche, della poetica dell'oggetto.

Essa diviene, nello scorcio di fine secolo e alla luce delle rivisitazioni che sempre più gli artisti effettuano sullo statuto dell'oggetto, elemento fondante del loro lavoro, imperniato sul dialogo soggetto-oggetto. Un binomio denso di implicazioni inedite per il futuro dell'arte, di cui ora possiamo intravedere almeno due direttrici di ricerca:

1) L'oggetto si corporeizza e il soggetto si oggettifica.
2) Dall'eredità metafisica, la finzione come nuova funzione.

Edoardo Di Mauro e Ivana Mulatero (Torino 1995)
Da Giardino dell'Arte 2 - Piazza d'Armi - Edizioni Multidea 1995